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L’insulto corre su Facebook: prima condanna a Biella

Gli insulti rivolti alla ex compagna e alla figlia su Facebook gli sono costati cari.

Gli insulti rivolti alla ex compagna e alla figlia su Facebook gli sono costati cari.

Gli insulti rivolti alla ex compagna e alla figlia su Facebook gli sono costati cari.

Sergio Valerio, 44 anni, di Pont Canavese, nei giorni scorsi è stato infatti condannato dal tribunale di Biella a sei mesi di reclusione per diffamazione aggravata.

Tutto è iniziato da una banale frase pubblicata sul social network dalla ragazza e rivolta al suo fidanzato. L’ex della madre ha deciso di rispondere, pur non essendo stato chiamato in causa. Ne è scaturita una disputa, in cui l’uomo ha utilizzato parole parecchio pesanti, relative alle supposte abitudini sessuali della sua ex e della di lei figlia. Dopodichè la giovane lo ha rimosso dai suoi “amici” del social e lui ha cominciato a scriverle tramite posta privata e a pubblicare altre frasi offensive sulla bacheca di un’amica che aveva in comune con la ex.

La bacheca pubblica di Facebook, secondo la legge, è però comparabile a una pagina di giornale, per questo motivo, chi insulta o minaccia pubblicamente può essere denunciato per diffamazione aggravata.

Il giudice, Pietro Brovarone, ha disposto nei confronti dell’uomo la sospensione condizionale della pena, e lo ha condannato al risarcimento dei danni: 1500 euro alla ex, 1000 euro alla figlia, più 1500 euro di spese legali.

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