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La Finanza “pizzica” 58 falsi poveri

Scoperti 58 falsi poveri che hanno presentato richiesta di prestazioni agevolate. L’indagine, che è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Biella a partire da gennaio fino ad oggi, era mirata  ad appurare le reali condizioni reddituali e patrimoniali di coloro che richiedono le cosiddette “prestazioni sociali agevolate”, ossia quegli aiuti economici e servizi sociali di assistenza che spettano ai cittadini che versano in particolari condizioni di difficoltà.

Scoperti 58 falsi poveri che hanno presentato richiesta di prestazioni agevolate. L’indagine, che è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Biella a partire da gennaio fino ad oggi, era mirata  ad appurare le reali condizioni reddituali e patrimoniali di coloro che richiedono le cosiddette “prestazioni sociali agevolate”, ossia quegli aiuti economici e servizi sociali di assistenza che spettano ai cittadini che versano in particolari condizioni di difficoltà.

Scoperti 58 falsi poveri che hanno presentato richiesta di prestazioni agevolate. L’indagine, che è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Biella a partire da gennaio fino ad oggi, era irata  ad appurare le reali condizioni reddituali e patrimoniali di coloro che richiedono le cosiddette “prestazioni sociali agevolate”, ossia quegli aiuti economici e servizi sociali di assistenza che spettano ai cittadini che versano in particolari condizioni di difficoltà.
Le Fiamme Gialle biellesi hanno focalizzato la loro attenzione su 77 posizioni considerate “a rischio”, emerse al termine di vari incroci di banche dati in dotazione al Corpo e, per chi ha usufruito di esenzione del ticket sanitario, utilizzando i tabulati richiesti alla locale ASL.

Sono state riscontrate irregolarità nei confronti di ben 63 soggetti che, con false autocertificazioni attestanti un reddito inferiore a quello percepito o false attestazioni di disoccupazione, hanno dichiarato di aver diritto a beneficiare delle varie prestazioni sociali agevolate: esenzione dal ticket sanitario; assegno per il nucleo familiare con tre figli minori; assegno di maternità; servizi educativi per l’infanzia  (l’asilo nido, mense scolastiche, libri di testo, borse di studio);  agevolazioni per le tasse universitarie ed eventuali altre tutele e sostegni alle famiglie indigenti.

Otto di loro sono stati deferiti alla locale Procura della Repubblica per il reato di falso in atto pubblico, cinquantacinque contravventori sono stati segnalati alla Prefettura di Biella per la violazione della legge amministrativa che prevede l’irrogazione di una sanzione corrispondente al triplo del contributo indebitamente percepito, oltre alla restituzione dello stesso.

L’Asl di Biella è stata informata per procedere al recupero delle somme indebitamente non corrisposte da 27 di loro. «Si tratta di controlli  – spiegano dal comando provinciale di Biella – necessari al fine di salvaguardare le politiche di sostegno alle famiglie che si trovano sempre più in difficoltà in un periodo di perdurante crisi economica».

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