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Forno crematorio degli orrori – Indagini partite da un dipendente

Ecco com'è venuto alla luce lo scandalo

Forno crematorio degli orrori – Indagini partite da un dipendente.
Lo scandalo del tempio crematorio è partito da un dipendente della Socrebi, società della famiglia Ravetti che gestisce il forno. Il dipendente ne avrebbe parlato con un ex collega, che a sua volta avrebbe riferito ai titolari di alcune imprese di pompe funebri locali. Stando alle indiscrezioni che circolano in città, successivamente le imprese si sarebbero rivolte ad un’agenzia investigativa che, verificata tutta la documentazione presentata, avrebbe subito informato la Procura: troppo gravi e circostanziate le prove per non segnalarle immediatamente all’autorità giudiziaria. Il meticoloso lavoro dei carabinieri, disposto dal procuratore capo Teresa Angela Camelio, e coordinato dal luogotenente Tindaro Gullo, ha poi portato all’arresto dell’amministratore delegato della Socrebi, Alessandro Ravetti e del dipendente Claudio Feletti. Per quanto riguarda l’operaio, è stata accolta la richiesta di scarcerazione presentata dall’avvocato Giorgio Triban. Ancora in via dei Tigli, invece, Ravetti, in attesa che il Tribunale del Riesame di Torino si pronunci sulla richiesta presentata dagli avvocati Marco Bozzalla e Massimo Pozzo.
Nel frattempo proseguono le indagini e gli interrogatori dei carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura per chiarire tutti i contorni della vicenda.
Su un binario parallelo, va avanti anche l’attività del Codacons a tutela dei cittadini. L’associazione sta raccogliendo adesioni tra le famiglie potenzialmente coinvolte, per un’eventuale maxi-querela collettiva. L’ente è in prima linea da giorni nel fornire informazioni e prestare assistenza legale a centinaia di famiglie, oltre che per raccogliere adesioni e documenti per una potenziale maxi-querela, non solo contro gli eventuali responsabili ma anche contro gli enti pubblici preposti ai controlli. «Come immediata risposta del territorio a questo scandalo contro gli affetti delle persone e la morale dei cittadini – si legge in un comunicato – Codacons ha nominato consulenti scientifici di massimo livello nazionale e ingaggiato la nota penalista biellese Alessandra Guarini per seguire e contribuire come accusa privata alle indagini della magistratura».

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