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Forno crematorio degli orrori – A giugno 2017 la richiesta del raddoppio

Lavorava 24 ore su 24

Forno crematorio degli orrori – A giugno 2017 la richiesta del raddoppio.
La richiesta per raddoppiare il tempio crematorio di Biella, oggetto dell’inchiesta di questi giorni, era stata presentata nel giugno del 2017. L’iter burocratico per ottenere i necessari permessi era durato oltre un anno fino alla sua definitiva approvazione da parte del consiglio comunale di martedì scorso, approvazione evitata all’ultimo momento per il ritiro della delibera.
Questo e altro è quanto emerso durante la conferenza dei capigruppo svoltasi a Palazzo Oropa convocata per mettere al corrente i consiglieri degli avvenimenti relativi alla struttura.
Com’è noto il tempio crematorio, a causa della domanda sempre più crescente, era operativo 24 ore su 24. In tal senso la necessaria richiesta presentata dalla proprietà aveva ottenuto tutte le autorizzazioni amministrative necessarie comprese quella dell’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.
Fino ad oggi i corpi cremati sono stati oltre tremila comprese però anche le estumulazioni, ovvero le esumazioni delle salme per scadenza della concessione.
Nel corso della conferenza si è parlato ovviamente anche di controlli che in effetti sono stati eseguiti senza aver riscontrato alcunché di irregolare, ispezioni effettuate però solamente di giorno, ovvero nelle ore in cui il personale comunale era in servizio.
A conoscenza dell’inchiesta erano solamente due funzionari del comune ai quali la polizia giudiziaria si era rivolta per accedere nei locali.
Da parte sua il sindaco ha confermato che è stata la Procura ad avvertirlo che qualcosa stava “bollendo in pentola”, nessun altro amministratore comunale era a conoscenza dell’inchiesta.

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