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Vietate le biciclette al parco Burcina

Il Parco della Burcina vanta due singolari record. Sul primo non abbiamo certezze, ma solo leggende paesane: “E’ uno dei giardini botanici più grandi/più vecchi d’Europa” dice qualcuno; con 57 ettari e la prima sequoia piantata nel 1848. L’Europa è un tantino grande; attendiamo chiarimenti da esperti in giardinologia botanica applicata alle Sequoie. Passiamo al secondo record, e qui, invece, regna la certezza. C’è un solo parco pubblico in tutto il mondo civile dove non possono circolare le biciclette.

Il Parco della Burcina vanta due singolari record. Sul primo non abbiamo certezze, ma solo leggende paesane: “E’ uno dei giardini botanici più grandi/più vecchi d’Europa” dice qualcuno; con 57 ettari e la prima sequoia piantata nel 1848. L’Europa è un tantino grande; attendiamo chiarimenti da esperti in giardinologia botanica applicata alle Sequoie. Passiamo al secondo record, e qui, invece, regna la certezza. C’è un solo parco pubblico in tutto il mondo civile dove non possono circolare le biciclette.

Il Parco della Burcina vanta due singolari record. Sul primo non abbiamo certezze, ma solo leggende paesane: “E’ uno dei giardini botanici più grandi/più vecchi d’Europa” dice qualcuno; con 57 ettari e la prima sequoia piantata nel 1848. L’Europa è un tantino grande; attendiamo chiarimenti da esperti in giardinologia botanica applicata alle Sequoie. Passiamo al secondo record, e qui, invece, regna la certezza. C’è un solo parco pubblico in tutto il mondo civile dove non possono circolare le biciclette.

Tra il 1° aprile e il 31 maggio: il Parco della Burcina Non so se questo dato vada ad arricchire il palmares dei record nostrani dei quali faremmo volentieri a meno, come il numero dei pensionati, il tasso di litigiosità (legale) tra gli abitanti del Biellese ed altri ancora. Record che favoriscono allegramente l’esodo continuo non solo di giovani locali, ma ora, addirittura, anche dei profughi: dopo una breve perlustrazione e una gita al Brich, concentrati più sui quattrini da mandare a casa che su pace, futuro e arti teatrali, scappano.

Ma torniamo al nostro bel Parco, la “perla” di una cornice collinare che costituisce una primaria risorsa paesaggistica del territorio. Ammesso che esso sia davvero “nostro”, e non solo in “comodato d’uso” al Comune perché si sobbarchi il costo del suo mantenimento mentre altrove si decidono le regole e i divieti.

In un mondo sempre più orientato alla mobilità sostenibile, con incentivi alle piste ciclabili, in Burcina scorrazzano su e giù in piena libertà auto e trattori. Grosse ruote con punte acuminate ad altezza bambino fanno bella mostra di se, in prossimità delle panchine del belvedere. Residenti stanziali, attrezzati di mucche, spargono senza parsimonia il prodotto naturale della bovina digestione, strategicamente, in sentieri defilati, battuti da mountain bike e pedoni.

Però le biciclette, come è noto, disturbano la fioritura (o forse disturbano qualche passeggiatore dal cognome altisonante?) e vanno vietate. Gruppetti  a due ruote sfidano il divieto; temerari ai quali va tutta la nostra solidarietà; sono soprattutto giovani. Ragazzi, ditelo sui i social, cosa stanno combinando questi vetero-amministratori; almeno il verde, riprendiamocelo.
Paolo Mander

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