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Un aiuto alla mensa del pane quotidiano

Ieri una delegazione delle Comunità pugliese, calabrese, sarda e biellese si è recata in via Novara per consegnare solidarietà concreta al “Pane Quotidiano di Biella”, la “Mensa di condivisione cittadina” che ogni giorno prepara pasti caldi per chi è in difficoltà.

Ieri una delegazione delle Comunità pugliese, calabrese, sarda e biellese si è recata in via Novara per consegnare solidarietà concreta al “Pane Quotidiano di Biella”, la “Mensa di condivisione cittadina” che ogni giorno prepara pasti caldi per chi è in difficoltà.

Ieri una delegazione delle Comunità pugliese, calabrese, sarda e biellese si è recata in via Novara per consegnare solidarietà concreta al “Pane Quotidiano di Biella”, la “Mensa di condivisione cittadina” che ogni giorno prepara pasti caldi per chi è in difficoltà.

Luigi Pace, Domenico Nicastro, Battista Saiu e Nanni Tarello hanno affidato nelle mani di don Giovanni Parini una busta con 285 Euro. Le offerte, materialmente consegnate dal cassiere di Su Nuraghe Giovanni Carta, sono state raccolte durante il “Torneo dell’Amicizia”, svoltosi recentemente presso il campo sportivo “Villaggio La Marmora”, diputato tra le formazioni calcistiche delle tre associazioni etniche presenti in città e le “Vecchie glorie biellesi”, vincintrici incontrastate del breve campionato cittadino.

Ma la vera vittoria, quella del cuore, va ai giovani atleti che hanno partecipato alle gare, a sostenitori e tifosi dagli spalti, a Calabresi, Pugliesi, Sardi e Biellesi di nuova ed antica generazione che con generosità, durante la disputa sportiva, hanno messo mano al portafoglio donando con gioia per dare cibo a coloro che, sempre più numerosi, si trovano in ristrettezze economiche e, sempre più sovente, nel bisogno.

Solidarietà concreta e immediata per chi è senza pane e lavoro, avendo ben presenti le parole di Francesco I pronunciate durante la recente visita pastorale in Molise. Il papa, rivolgendosi a sacerdoti e laici affinché diffondano la cultura della solidarietà, ha affermato che “c’è tanto bisogno di questa davanti alle situazioni di precarietà materiale e sopirituale”. Il pontefice ha, poi, proseguito il discorso chiamando in causa la ‘dignità’ che deve essere il ‘focus’ di ogni azione e prospettiva: dignità di chi deve portare il pane a casa per la famiglia e che, magari, non ha lavoro. “Non avere lavoro, – ha continuato –  non è solo non avere il necessario per vivere; il problema è non portare il pane a casa, questo toglie la dignità”. Il problma più grave … è la dignità”.

Efisangelo Calaresu

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