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“Trenitalia, meglio del mago Silvan”

Abracadabra e il Minuetto non c'è più, abracadabra e il Minuetto ricompare. La notizia del suo ritorno sui binari biellesi è stata accolta con un mix di gioia e ironia dall'Associazione Pendolari.

Abracadabra e il Minuetto non c’è più, abracadabra e il Minuetto ricompare. La notizia del suo ritorno sui binari biellesi è stata accolta con un mix di gioia e ironia dall’Associazione Pendolari.

Abracadabra e il Minuetto non c’è più, abracadabra e il Minuetto ricompare.

La notizia del suo ritorno sui binari biellesi è stata accolta con un mix di gioia e ironia dall’Associazione Pendolari.

“Da oggi – spiega Marco Vigliocco – quasi tutti i treni Minuetto sono tornati sulla Santhià-Biella-Novara. A Torino, poco più di un mese fa, in Regione, Trenitalia ci aveva detto di aver parte dei treni in riparazione e di averne anche dovuti trasferire quattro in Toscana ad altre linee e che avremmo avuto una riduzione dei treni Minuetto, sostituiti dalle vecchie Aln663, almeno fino al prossimo marzo, ma forse anche ad aprile o maggio. Poi l’amara sorpresa, quasi tutti i treni Minuetto spariti dalle nostre linee, con gravi conseguenze: l’allungamento dei tempi di percorrenza e la mancanza di posto a bordo per i viaggiatori (le Aln663 possono ospitare al massimo 90 persone, contro i 180 posti del Minuetto)”.

Sono quindi partite le proteste dell’Associazione Pendolari e Trasporti Biellesi a Regione e Trenitalia, anche a mezzo stampa.

“Magicamente – prosegue Vigliocco – i Minuetto sono tornati. Evidentemente hanno fatto riparazioni veloci, anticipando il ritorno dei treni di circa quattro mesi. Questo prova che erano frottole e che avevano spostato i treni migliori su altre linee, anche in altre regioni, dove le amministrazioni sono più puntuali nel pagamento dei servizi”.

Ora, però, sorge spontanea un’altra domanda: forse i Minuetto sono tornati anche perché in questi giorni l’utenza è ridotta per via delle festività. Cosa accadrà da gennaio? Rimarranno sulle tratte biellesi oppure no?

“Chissà che con le proteste -conclude Vigliocco – anche Atap decida di fare qualche passo indietro, magari invitando l’utenza a confrontarsi e parlando anche di costi, così magari si capiranno le ragioni del taglio della linea, magari trovando una soluzione. Pur non essendo il Biella-Milano di Atap un servizio pubblico, ci piacerebbe che anche i silenti Comune di Biella e Provincia dicessero la loro, magari potrebbero cominciare a fare una programmazione del trasporto e potrebbero aprire un vero e proprio confronto con il territorio. Noi restiamo in attesa del passaggio di competenze del trasporto pubblico su gomma all’Agenzia della Mobilità regionale, così avremo un solo interlocutore e cominceremo a ragionare sul trasporto integrato”.

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