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Trasporto profughi, gli autisti Atap chiedono sicurezza per sè e per i viaggiatori

Trasportare i profughi dall’aeroporto ai centri di accoglienza del Biellese è sicuro oppure autisti e utenti che successivamente utilizzano i mezzi corrono rischi per la loro salute? E’ la domanda che i dipendenti Atap di Biella  hanno posto al direttore della società, Sergio Bertella e al responsabile della sicurezza Massimo Viana.

Trasportare i profughi dall’aeroporto ai centri di accoglienza del Biellese è sicuro oppure autisti e utenti che successivamente utilizzano i mezzi corrono rischi per la loro salute? E’ la domanda che i dipendenti Atap di Biella  hanno posto al direttore della società, Sergio Bertella e al responsabile della sicurezza Massimo Viana.

Trasportare i profughi dall’aeroporto ai centri di accoglienza del Biellese è sicuro oppure autisti e utenti che successivamente utilizzano i mezzi corrono rischi per la loro salute? E’ la domanda che i dipendenti Atap di Biella  hanno posto al direttore della società, Sergio Bertella e al responsabile della sicurezza Massimo Viana.

Il documento  è stato siglato giovedì scorso. Un interrogativo più che legittimo a seguito dei sempre più frequenti servizi che vedono coinvolti cittadini extracomunitari provenienti dalle zone dell’Africa settentrionale.

“Tenuto conto che i suddetti potrebbero essere potenziali portatori di malattie infettive – affermano i rappresentanti sindacali –  si chiede quali misure di protezione del personale viaggiante  si siano effettuate in merito e se siano previsti protocolli di pulizia o igienizzazione dei mezzi prima di riassegnarli  al normale servizio di linea”.

Parole rassicuranti quelle del presidente Maurizio Barbera: “Quella dei dipendenti è una giusta preoccupazione – afferma -. I pullman vengono ripuliti a dovere dopo ogni viaggio. L’Asl è depositaria di tutte le informazioni sulla salute dei profughi ed è tenuta a comunicarci eventuali casi particolari che rendono necessaria oltre all’igienizzazione anche la sanificazione. Fino ad oggi non abbiamo avuto alcuna richiesta in questo senso”.

Situazione sotto controllo anche secondo Bertella che spiega: “La richiesta di maggiori informazioni da parte dei dipendenti è probabilmente dovuta al fatto che sui giornali sono usciti articoli piuttosto allarmanti -. In realtà l’Asl che segue insieme alla Prefettura gli arrivi dei profughi  certifica che queste persone sono state visitate dalle autorità competenti subito dopo lo sbarco. Inoltre la situazione sanitaria viene monitorata con un secondo controllo presso il locale nosocomio. Dal canto nostro ci preoccupiamo di fare effettuare una pulizia molto approfondita dei mezzi dopo il trasporto, anche perchè sarebbe impensabile tenere fermi alcuni pullman da dedicare esclusivamente a questo particolare servizio”.

e.f.

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