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Piscine, un’estate da… incubo

Che d’estate faccia caldo sembra ormai una favola d’altri tempi e definire “piovosa” questa indecifrabile stagione ibrida in cui le belle giornate si contano sulle dita di una mano pare un eufemismo. 

Che d’estate faccia caldo sembra ormai una favola d’altri tempi e definire “piovosa” questa indecifrabile stagione ibrida in cui le belle giornate si contano sulle dita di una mano pare un eufemismo. 

Che d’estate faccia caldo sembra ormai una favola d’altri tempi e definire “piovosa” questa indecifrabile stagione ibrida in cui le belle giornate si contano sulle dita di una mano pare un eufemismo.  Chi più drammaticamente è stato messo in ginocchio da questa congiura meteorologica è chi sulla bella stagione e sulla voglia di mare fonda il proprio business: le piscine all’aperto.

Le percentuali di affluenza sono in caduta libera, in molti considerano ormai persa la stagione e i commenti che si raccolgono tra i gestori non possono che essere uniformemente sconsolati. «Sono 17 anni che lavoro qui e questa è in assoluto la stagione peggiore che io abbia mai vissuto – è il commento lapidario di Davide Gori, titolare del Fun Club di Mottalciata – A luglio abbiamo visto la metà delle persone, ed è il mese più importante dell’estate e per tradizione il più stabile come affluenza». Al Centro Primavera di Lessona l’annata viene definita “tremenda” e la situazione “intuibile” da chi in biglietteria risponde al telefono, indaffaratissimo nella forse unica giornata di caldo sole di luglio che fa registrare un raro e prezioso pienone. «La voglia di piscina c’è, ma allo stesso tempo la gente nelle poche giornate di caldo non sente il bisogno impellente di rinfrescarsi» è invece il commento alla Rivetti di Biella, e anche qui si stima un calo dell’affluenza intorno al 60%. Stessa cosa al Pralino, dove il titolare Ramella accantona anche l’ipotesi di recuperare qualche ingresso con un eventuale settembre di bel tempo: «La gente tornata dalle ferie non ha più il problema dell’abbronzatura, al massimo va in montagna ma non in piscina, la stagione ormai per allora è da considerarsi conclusa».

Se queste sono le testimonianze del disastro sul fronte piscine, altrettante amare parole si potrebbero spendere sulla situazione di certo non meno infelice che vivono i gestori di locali estivi all’aperto, accanitamente bersagliati da un maltempo che pare dare il peggio di sé proprio durante i fine settimana.

Esemplificativo al riguardo il commento raccolto al Jimmy’s di Valdengo, per il quale gli affari vanno “malissimo”: «Il calo dell’affluenza è intorno al 50%, percentuale che sale all’80% la sera perché fa freddo. Non riusciamo nemmeno ad andare in pari».

Gaia Quaglio

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