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“Pino”, il gallo che non voleva finire in pentola: storia semiseria del gallo di Pettinengo

Riceviamo e pubblichiamo da Bernardina Fois per il circolo Su Nuraghe.

gallo pettinengo

Vaglio, 20 settembre 2018 – Allevato amorevolmente da Isabella nei pascoli della Malpenga, Pino il gallo – così mi ha confidato di chiamarsi – un bel giorno si è ritrovato chiuso tra le sbarre di una gabbia e, in men che non si dica, esposto a Pettinengo alla festa settembrina di San Grato.

Pino, superbo esemplare di razza ovaiola, era preoccupato assai perché nel clamore delle offerte che si ripetevano e le grida dei partecipanti, gli pareva di aver inteso progetti per lui non lieti: chissà come sarà buono in pentola! Gli faremo la festa! Lo mangeremo lessato! Tutto questo non faceva che aumentare il suo terrore, si agitava disperato nella sua angusta gabbia e la sua cresta andava assumendo un colorito rosso fuoco, mentre le offerte crescevano, il banditore incitava i partecipanti e l’asta entrava nella fase più calda.

Alla fine dell’acceso certame, però, il buon Giovanni da Vaglio, riuscendo a spuntarla sull’agguerrita schiera degli altri competitori, offriva al fiero pennuto la possibilità di trasferirsi in quel di Vaglio dove, in un bel cortile, si trovavano, prive di marito, una decina di giovani pollastre che da tempo attendevano il re del pollaio!

Così Pino, scampato miracolosamente alla fatale pentola, ora trascorre in letizia le sue giornate dispensando equamente i suoi favori alle trepide gallinelle ,e poiché è gallo intelligente e beneducato, sa che non deve disturbare il riposo dei vicini e quindi lancia al cielo i suoi gloriosi chicchiricchiii non prima delle 9,30 del mattino!

Sin qui la favoletta del gallo di Pettinengo, con il lieto fine di ogni favola che si rispetti, ma ciò che più vale la pena di sottolineare è la circostanza che ancora una volta il buon gallo, così come hanno fatto da anni i suoi predecessori, ha offerto un concreto aiuto per la nobile causa della bellissima chiesa del Canton Gurgo di Pettinengo, dove il lavoro e l’impegno profuso dal manipolo di organizzatori, riesce, ogni volta, a dare grande dimostrazione di solidarietà in una festa che ogni anno è attesa con gioia.

Bernardina Fois

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