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Nel Biellese vivono sempre meno persone

I dati definitivi sono ancora in corso di elaborazione ma anche l’anno appena trascorso conferma il declino, inarrestabile, della popolazione biellese. A Cossato i residenti scendono intorno a quota 14.600, a Vigliano  a fronte di 38 nascite i morti sono 94 e i residenti sono scesi a 7.752 mentre  a Mongrando il rapporto è ancora peggiore con una nascita ogni quattro decessi. Tanto che il sindaco Tony Filoni invita le giovani coppie  una volta rientrate a casa la sera a guardare meno televisione e computer e “stare più insieme”. Mancano ancora i dati di Biella  il cui ufficio competente attende il numero dei nati in ospedale elaborati dal comune di Ponderano dove il nosocomio ha sede, ma il trend difficilmente potrà essere differente. Insomma ci sono tutti i presupposti per un nuovo record negativo.Per quanto riguarda l’ambito territoriale della provincia, considerando solo i dati del millennio la popolazione ha raggiunto il suo picco massimo nel 2003 con 188.421 residenti per poi scendere inesorabilmente fino a quota 178,551 del 1 gennaio 2017 a fronte dei 200mila di 30 anni fa. Solamente nell’ultimo quindicennio la perdita netta è stata di diecimila unità a dimostrazione di indici di natalità ridotti ai minimi termini. Perdita peraltro non compensata dal numero degli immigrati  - parliamo di quelli con regolare permesso di soggiorno, ovvero 9.906 persone - che a causa della mancanza di opportunità lavorative scelgono altre mete. La situazione del capoluogo non è certamente migliore. Dopo i livelli record toccati negli anni Settanta Ottanta quando la popolazione oscillava intorno a quota 55mila, nel Duemila la città aveva perso circa diecimila abitanti e da allora non si è più ripresa: al 1 gennaio dello scorso anno gli abitanti erano 44.616.Seppur relativo a un piccolo comune il dato di Mongrando impressiona. Nel 2017 a fronte di 10 nascite i decessi sono stati 38, l’anno precedenti 21 a 45, nel 2015 18 a 46 e nel 2014 17 a 34.  «In questi giorni - commenta il sindaco Tony Filoni  - ho esaminato la situazione del comune di Mongrando relativa alle natalità/morti dal 2014 al 2017.  I dati degli ultimi quattro anni mostrano un tasso di natalità in lieve crescita nel periodo 2014-2016, con una notevole diminuzione nel 2017 (circa il 50% in meno rispetto all’anno precedente). Per quanto riguarda i decessi, partendo dal dato del 2014, si nota un aumento considerevole nel 2015, variazione minima nel 2016, e considerevole diminuzione nel 2017. Si può inoltre notare come il rapporto tra nascite e morti sia passato da 1 ogni 2 nel 2014 a quasi 1 ogni 4 nel 2017». La conclusione è il segno della presa d’atto di un problema irrisolvibile: «In conclusione emerge con molta evidenza come le nascite non viaggino  piu’, almeno in parallelo ai decessi. Dovremo forse tornare ad oscurare i canali televisivi? ».

I dati definitivi sono ancora in corso di elaborazione ma anche l’anno appena trascorso conferma il declino, inarrestabile, della popolazione biellese. A Cossato i residenti scendono intorno a quota 14.600, a Vigliano  a fronte di 38 nascite i morti sono 94 e i residenti sono scesi a 7.752 mentre  a Mongrando il rapporto è ancora peggiore con una nascita ogni quattro decessi. Tanto che il sindaco Tony Filoni invita le giovani coppie  una volta rientrate a casa la sera a guardare meno televisione e computer e “stare più insieme”. Mancano ancora i dati di Biella  il cui ufficio competente attende il numero dei nati in ospedale elaborati dal comune di Ponderano dove il nosocomio ha sede, ma il trend difficilmente potrà essere differente. Insomma ci sono tutti i presupposti per un nuovo record negativo.
Per quanto riguarda l’ambito territoriale della provincia, considerando solo i dati del millennio la popolazione ha raggiunto il suo picco massimo nel 2003 con 188.421 residenti per poi scendere inesorabilmente fino a quota 178,551 del 1 gennaio 2017 a fronte dei 200mila di 30 anni fa. Solamente nell’ultimo quindicennio la perdita netta è stata di diecimila unità a dimostrazione di indici di natalità ridotti ai minimi termini. Perdita peraltro non compensata dal numero degli immigrati  – parliamo di quelli con regolare permesso di soggiorno, ovvero 9.906 persone – che a causa della mancanza di opportunità lavorative scelgono altre mete.
La situazione del capoluogo non è certamente migliore. Dopo i livelli record toccati negli anni Settanta Ottanta quando la popolazione oscillava intorno a quota 55mila, nel Duemila la città aveva perso circa diecimila abitanti e da allora non si è più ripresa: al 1 gennaio dello scorso anno gli abitanti erano 44.616.
Seppur relativo a un piccolo comune il dato di Mongrando impressiona. Nel 2017 a fronte di 10 nascite i decessi sono stati 38, l’anno precedenti 21 a 45, nel 2015 18 a 46 e nel 2014 17 a 34.
  «In questi giorni – commenta il sindaco Tony Filoni  – ho esaminato la situazione del comune di Mongrando relativa alle natalità/morti dal 2014 al 2017.  I dati degli ultimi quattro anni mostrano un tasso di natalità in lieve crescita nel periodo 2014-2016, con una notevole diminuzione nel 2017 (circa il 50% in meno rispetto all’anno precedente). Per quanto riguarda i decessi, partendo dal dato del 2014, si nota un aumento considerevole nel 2015, variazione minima nel 2016, e considerevole diminuzione nel 2017. Si può inoltre notare come il rapporto tra nascite e morti sia passato da 1 ogni 2 nel 2014 a quasi 1 ogni 4 nel 2017».
La conclusione è il segno della presa d’atto di un problema irrisolvibile: «In conclusione emerge con molta evidenza come le nascite non viaggino  piu’, almeno in parallelo ai decessi. Dovremo forse tornare ad oscurare i canali televisivi? ».

I dati definitivi sono ancora in corso di elaborazione ma anche l’anno appena trascorso conferma il declino, inarrestabile, della popolazione biellese. A Cossato i residenti scendono intorno a quota 14.600, a Vigliano  a fronte di 38 nascite i morti sono 94 e i residenti sono scesi a 7.752 mentre  a Mongrando il rapporto è ancora peggiore con una nascita ogni quattro decessi. Tanto che il sindaco Tony Filoni invita le giovani coppie  una volta rientrate a casa la sera a guardare meno televisione e computer e “stare più insieme”. Mancano ancora i dati di Biella  il cui ufficio competente attende il numero dei nati in ospedale elaborati dal comune di Ponderano dove il nosocomio ha sede, ma il trend difficilmente potrà essere differente. Insomma ci sono tutti i presupposti per un nuovo record negativo.
Per quanto riguarda l’ambito territoriale della provincia, considerando solo i dati del millennio la popolazione ha raggiunto il suo picco massimo nel 2003 con 188.421 residenti per poi scendere inesorabilmente fino a quota 178,551 del 1 gennaio 2017 a fronte dei 200mila di 30 anni fa. Solamente nell’ultimo quindicennio la perdita netta è stata di diecimila unità a dimostrazione di indici di natalità ridotti ai minimi termini. Perdita peraltro non compensata dal numero degli immigrati  – parliamo di quelli con regolare permesso di soggiorno, ovvero 9.906 persone – che a causa della mancanza di opportunità lavorative scelgono altre mete.
La situazione del capoluogo non è certamente migliore. Dopo i livelli record toccati negli anni Settanta Ottanta quando la popolazione oscillava intorno a quota 55mila, nel Duemila la città aveva perso circa diecimila abitanti e da allora non si è più ripresa: al 1 gennaio dello scorso anno gli abitanti erano 44.616.
Seppur relativo a un piccolo comune il dato di Mongrando impressiona. Nel 2017 a fronte di 10 nascite i decessi sono stati 38, l’anno precedenti 21 a 45, nel 2015 18 a 46 e nel 2014 17 a 34.
  «In questi giorni – commenta il sindaco Tony Filoni  – ho esaminato la situazione del comune di Mongrando relativa alle natalità/morti dal 2014 al 2017.  I dati degli ultimi quattro anni mostrano un tasso di natalità in lieve crescita nel periodo 2014-2016, con una notevole diminuzione nel 2017 (circa il 50% in meno rispetto all’anno precedente). Per quanto riguarda i decessi, partendo dal dato del 2014, si nota un aumento considerevole nel 2015, variazione minima nel 2016, e considerevole diminuzione nel 2017. Si può inoltre notare come il rapporto tra nascite e morti sia passato da 1 ogni 2 nel 2014 a quasi 1 ogni 4 nel 2017».
La conclusione è il segno della presa d’atto di un problema irrisolvibile: «In conclusione emerge con molta evidenza come le nascite non viaggino  piu’, almeno in parallelo ai decessi. Dovremo forse tornare ad oscurare i canali televisivi? ».

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