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La Croce Bianca tende la mano alla Cri

La Croce Rossa in difficoltà trova la mano tesa della Croce Bianca Biellese. Dopo il duro colpo subito dalla Cri nei giorni scorsi (aveva perso praticamente tutti i servizi 118 per Biella), l'associazione "concorrente" ha deciso di rinunciare alla convenzione con l'Asl di Novara per il mezzo base h12. In questo modo il servizio verrà riassegnato proprio alla Croce Rossa, che può così limitare i danni.

La Croce Rossa in difficoltà trova la mano tesa della Croce Bianca Biellese. Dopo il duro colpo subito dalla Cri nei giorni scorsi (aveva perso praticamente tutti i servizi 118 per Biella), l’associazione “concorrente” ha deciso di rinunciare alla convenzione con l’Asl di Novara per il mezzo base h12. In questo modo il servizio verrà riassegnato proprio alla Croce Rossa, che può così limitare i danni.

La Croce Rossa in difficoltà trova la mano tesa della Croce Bianca Biellese.

Dopo il duro colpo subito dalla Cri nei giorni scorsi (aveva perso praticamente tutti i servizi 118 per Biella), l’associazione “concorrente” ha deciso di rinunciare alla convenzione con l’Asl di Novara per il mezzo base h12. In questo modo il servizio verrà riassegnato proprio alla Croce Rossa, che può così limitare i danni.

“Sicuramente si tratta di un bel gesto – spiega il presidente Piero Massara -. Qualche anno fa noi andammo incontro alle esigenze della Croce Bianca che rischiava di lasciare a casa dei dipendenti, oggi è un po’ come se ci avessero restituito il favore. La Croce Bianca si è dimostrata sensibile, pertanto potremo continuare a svolgere questo servizio, come facciamo ormai da parecchio tempo”.

Ricapitolando dunque, la situazione per Biella ad oggi è questa: la Croce Blu avrà il servizio con la medicalizzata, la Croce Bianca il mezzo abase h24 e l’avanzato per Trivero, la Croce Rossa il mezzo base h12.

Appare comunque evidente quanto la situazione sia diventata instabile, con convenzioni che cambiano ogni anno e possono stravolgere completamente gli equilibri delle associazioni.

“Sarebbe opportuno – continua Massara – potersi sedere ad un tavolo a parlare. In questo modo si potrebbe ottenere lavoro per tutti ed eviteremmo che un mero preventivo la faccia da padrone, cosa che succede solo con l’Asl di Novara. A mio avviso dovrebbe essere la Regione a stabilire l’importo massimo da non sforare, poi sarebbero le associazioni, in base alle rispettive possibilità, ad accordarsi e spartirsi le postazioni”.

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