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La crisi non risparmia neanche il settore hard

Anche il settore porno è letteralmente piegato dalla crisi. Parola di Antonio Saccà, titolare del sexy shop di via Zara, a Biella. «Negli ultimi sette anni l’economia degli articoli a luci rosse  è crollata - afferma -, il problema principale è internet: i clienti non noleggiano più i classici filmini porno, ma vanno a cercarli direttamente sul web».

Anche il settore porno è letteralmente piegato dalla crisi. Parola di Antonio Saccà, titolare del sexy shop di via Zara, a Biella. «Negli ultimi sette anni l’economia degli articoli a luci rosse  è crollata – afferma -, il problema principale è internet: i clienti non noleggiano più i classici filmini porno, ma vanno a cercarli direttamente sul web».

Anche il settore porno è letteralmente piegato dalla crisi. Parola di Antonio Saccà, titolare del sexy shop di via Zara, a Biella.

«Negli ultimi sette anni l’economia degli articoli a luci rosse  è crollata – afferma -, il problema principale è internet: i clienti non noleggiano più i classici filmini porno, ma vanno a cercarli direttamente sul web. In rete non solo le immagini hot sono gratis, ma c’è anche più anonimato e l’assortimento di prodotto fa sì che chi è interessato si sia ormai indirizzato più sui video on-line».

Il negozio di Antonio Saccà è aperto solo nel pomeriggio: «Dalle 17 alle 21 – spiega -, di mattina faccio un altro lavoro. Vendo frutta e verdura al mercato. Propongo dvd hard, oggettistica e gadget, ma la richiesta è limitata, film se ne vendono quasi zero e ho già pensato diverse volte di chiudere».

Tengono ancora i gadget: «Sono questi ad andare per la maggiore – spiega ancora – più che altro bambole gonfiabili, manette e le mutande che si mangiano».

red.cr.

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