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“Insieme sotto la pioggia per rimuovere un albero. Questo è lo spirito biellese”

"Quindici persone che sotto la pioggia si davano da fare per rimuovere un albero caduto. E' stata una bella scena". A parlare è Roberto, uno dei tanti biellesi rimasti bloccati in superstrada durante il nubifragio che si è abbattuto poco dopo le 17. "Viaggiando in direzione Cossato - racconta -, si incontravano numerose piante e arbusti finiti sulla carreggiata, ma si riusciva a proseguire. Poi, all'altezza del distributore Q8, poco dopo l'uscita per la Bennet, ci siamo dovuti fermare: un albero ostruiva completamente il passaggio".

“Quindici persone che sotto la pioggia si davano da fare per rimuovere un albero caduto. E’ stata una bella scena”. A parlare è Roberto, uno dei tanti biellesi rimasti bloccati in superstrada durante il nubifragio che si è abbattuto poco dopo le 17. “Viaggiando in direzione Cossato – racconta -, si incontravano numerose piante e arbusti finiti sulla carreggiata, ma si riusciva a proseguire. Poi, all’altezza del distributore Q8, poco dopo l’uscita per la Bennet, ci siamo dovuti fermare: un albero ostruiva completamente il passaggio”.

“Quindici persone che sotto la pioggia si davano da fare per rimuovere un albero caduto. E’ stata una bella scena”.

A parlare è Roberto, uno dei tanti biellesi rimasti bloccati in superstrada durante il nubifragio che si è abbattuto poco dopo le 17.

“Viaggiando in direzione Cossato – racconta -, si incontravano numerose piante e arbusti finiti sulla carreggiata, ma si riusciva a proseguire. Poi, all’altezza del distributore Q8, poco dopo l’uscita per la Bennet, ci siamo dovuti fermare: un albero ostruiva completamente il passaggio”.

A quel punto, mentre iniziavano a formarsi lunghe code e in attesa che intervenissero le forze dell’ordine, Roberto e un’altra persona hanno preso l’iniziativa.

“Il traffico era bloccato – spiega – così, non appena ha smesso di diluviare, siamo scesi dall’auto e abbiamo iniziato a spezzare rami, per poi provare a spostare l’albero dalla strada. In un attimo, da due che eravamo, ci siamo ritrovati in quindici e nel giro di pochi minuti, anche grazie al contributo di un signore arrivato con un furgone e una sega, siamo riusciti a rompere i rami più grossi e a trascinare via i tronchi dall’asfalto”.

Roberto, che non a caso preferisce restare anonimo, non vuole nè autoincensarsi nè lamentarsi.

“Assolutamente no – conferma -, volevo soltanto rendere nota questa storia perché credo che meriti di essere raccontata, rappresenta bene quello spirito biellese che non dobbiamo perdere. E’ stato bello scendere e rimboccarci le maniche, tutti insieme anche se sconosciuti, incuranti della pioggia. Tante persone che, senza aver bisogno di parlare, hanno tentato di risolvere un problema mettendo “in comune” tutte le loro braccia. Facendo squadra”.

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