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“I nostri treni hanno fatto una figuraccia… europea”

L'Associazione dei pendolari torna ad attaccare e a chiedere risposte sui disservizi e pianificazione per il futuro.

L’Associazione dei pendolari torna ad attaccare e a chiedere risposte sui disservizi e pianificazione per il futuro.

Riceviamo e pubblichiamo dal referente dell’Associazione Pendolari e Trasporti biellesi.

In Regione nel pomeriggio si dovrà discutere dei disservizi, perché qualsiasi cambiamento futuro non potrà nemmeno essere discusso se non verranno eliminati i continui disservizi.

Un treno che si blocca alla sera alle 20 sulle linee locali, crea soppressioni il giorno successivo. Non è certo questo il modo di gestire il trasporto locale.

Se il 16 ottobre si sono registrate soppressioni a raffica, con sostituzioni con bus non sempre pronti e puntuali, il giorno prima non è andata meglio, con treni sovraffollati e con una bella figura europea. Ho portato nel Biellese delegazioni di Germania, Spagna, Lituania e Repubblica Ceca per un progetto europeo ed il mezzo di trasporto scelto, direi obbligatoriamente, è stato il treno. Alla domanda come è andato il viaggio, è stata interessante la risposta delle delegate tedesche: “Da Novara è stato pittoresco, perché all’inizio il treno non partiva, perché mancava l’addetto al controllo dei biglietti (il capotreno ndr), era un treno vecchio, con pochi posti a sedere a bordo, non per tutti i passeggeri, ma… succede anche in Germania (una carineria nei confronti dell’Italia), certo, però che dei treni così vecchi, la cui porta si deve chiudere a calci, così ha dovuto fare il personale di bordo, è strano”.

Credo che il racconto delle visitatrici sia eloquente.

L’Associazione torna in Regione per un aggiornamento, certamente poi si dovranno programmare altri incontri anche con gli amministratori biellesi presenti, magari anche con la Provincia. Ci chiediamo però che fine abbiano fatto Cavicchioli, La Malfa, Favero, Barazzotto, Simonetti e tutti quegli amministratori che sono accorsi per vedere l’assessore regionale Balocco. Alla fine di quella nota riunione, ci dissero tutti: ci sentiamo. A noi piace poco correre dietro alle persone, soprattutto perché sono le stesse persone che, seppur in posizioni differenti, amministrano il territorio o che quantomeno lo vivono seguendone le vicende. Sarebbe bello che si ricordassero i nostri numeri di telefono non solo per i grandi eventi, ma per combattere i disservizi quotidiani e per programmare. Se i pendolari non protestano, la politica tace. Beh, cambia la banda, ma la musica sembra essere sempre la stessa.

Non ci sbagliavamo a dire che la venuta di Balocco sarebbe stata una vetrina politica priva di concretezza, almeno da parte dei nostri politici. Tra poche ore testeremo anche Balocco.

Marco Vigliocco

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