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Escrementi cani padroni incastrati dal DNA dell’animale

Annunciato un anno fa il progetto sembrava una bufala. Non è così. Prime multe per i padroni maleducati

Escrementi cani padroni incastrati dal DNA dell’animale

Quando più di un anno fa il sindaco di Mainate in provincia di Varese fece l’annuncio pochissimi lo presero sul serio. Prendere il DNA di tutti i cani del comune, esattamente 2.156, per individuare i padroni umani che non raccoglievano i loro escrementi sembrava fantascienza. Invece era una cosa seria. Dopo un anno nella banca dati del comune sono presenti il DNA di 2.128 animali, un archivio che consentono di individuare i proprietari che non raccolgono le deiezioni.

Il progetto è diventato operativo

“I residenti hanno avuto un anno di tempo per far effettuare gratuitamente ai loro animali il prelievo del dna mediante tampone salivare e a maggio, dopo quattro mesi di sperimentazione in cui abbiamo messo a punto il sistema migliore per la conservazione dei campioni, la polizia locale ha comminato le prime sanzioni – ha spiegato l’assessore competente – Sono invece sette le multe da 75 euro emesse per abbandono di deiezioni canine. Negli ultimi quattro mesi le Guardie ecozoofile volontarie  hanno raccolto circa 40 campioni di deiezioni. Da nove dei primi 12 campioni è stato possibile estrarre il dna, che è stato poi confrontato con il nostro database: ci sono sette corrispondenze>. Multa di 50 euro anche per i proprietari – solo 28 – che non hanno consentito il prelievo del DNA, esame peraltro a spese del comune.

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