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“Emergenza freddo” ha aiutato decine di persone senza un tetto

Si traccia un bilancio del servizio di Emergenza Freddo. La terza edizione dell’iniziativa rivolta alle persone bisognose di una sistemazione notturna nei mesi più rigidi  ha posto gli organizzatori  di fronte a una situazione inaspettata.

Si traccia un bilancio del servizio di Emergenza Freddo. La terza edizione dell’iniziativa rivolta alle persone bisognose di una sistemazione notturna nei mesi più rigidi  ha posto gli organizzatori  di fronte a una situazione inaspettata.

Si traccia un bilancio del servizio di Emergenza Freddo. La terza edizione dell’iniziativa rivolta alle persone bisognose di una sistemazione notturna nei mesi più rigidi  ha posto gli organizzatori  di fronte a una situazione inaspettata.  “Grazie all’ampliamento dei posti complessivi ‘strutturali’ a disposizione, avrebbero dovuto bastare solo dieci posti – spiega il Presidente del Consorzio IRIS Paolo Gallana -. In realtà a fine novembre è parso chiaro come non sarebbero stati sufficienti. La generosità dei biellesi e la grande flessibilità dimostrata dalle istituzioni coinvolte e dal Terzo Settore hanno consentito di rimodulare il servizio per rispondere adeguatamente all’emergenza che si presentava”.

Quarantadue le persone accolte tra il 15 dicembre e il 15 marzo, 91 i giorni complessivi di apertura del servizio, 1556 i pernottamenti nel periodo e 1820 le cene erogate. Il servizio si è avvalso di personale della Cooperativa Il Cammino e della Cooperativa Maria Cecilia, affiancato da volontari dell’Associazione La Rete, di Croce Rossa Italiana Biella (CRI Biella) e dalle infermiere volontarie CRI. I volontari dei Gruppi di Volontariato Vincenziano e del Comitato Femminile di CRI hanno garantito tutte le settimane il cambio delle lenzuola.

12691.10 euro sono stati raccolti grazie alla campagna di raccolta fondi, 13500 euro il budget stanziato dalla Fondazione CRB, ai quali si sono uniti il contributo di Caritas (1200 euro), di CRI Biella (1200 euro), della Città di Biella (1500 euro) e dei Consorzio IRIS e CISSABO (800 euro) ai quali si sono aggiunti 5200 euro di fondi ministeriali a favore dei richiedenti asilo (rientrando alcuni ospiti in questa categoria), per un totale di 35291,10 euro, pari a circa 23 euro a pernottamento (l’aumento dei posti da 10 a 20 ha infatti consentito di far scendere il costo a pernottamento, inizialmente stimato a 28 euro).

“L’esperienza è stata molto positiva, ma è necessario ora pensare a una nuova collocazione della Pronta Accoglienza maschile – ricorda don Giovanni Perini di Caritas – in quanto i locali del Centro Borri presentano molte criticità: ad esempio non consentono di offrire un servizio durante il giorno per quelle persone che hanno problemi anche temporanei di salute. Lo spostamento della Pronta Accoglienza femminile in altra struttura è stato un passo importante, ma non dobbiamo fermarci qui. La situazione attuale ci chiede di continuare a lavorare insieme per tutelare la dignità e i diritti dei cittadini che stanno ai margini”.

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