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Eco unica al mondo a Graglia

Un fenomeno simile soltanto nel Grand Canyon in Colorado

Eco unica

Eco unica al mondo a Graglia.

Eco unica perché endecasillaba, come nel Grand Canyon

Ancora una volta il Biellese fa parlare di sé. Questa volta lo fa grazie a una collinetta che si trova al Santuario di Graglia a ridosso del parco giochi, dove ci si accorge che l’effetto eco è estremamente forte. Ma soprattutto infinito: può arrivare a riprodurre una parola di ben undici sillabe, come precipitevolissimevolmente. Nel mondo c’è un solo posto con caratteristiche simili: il Grand Canyon.

La spiegazione

Ciò è dovuto a un particolare effetto della rifrazione delle onde sonore sul complesso monumentale del Santuario, luogo verso il quel bisogna “indirizzare” la parola gridata. Per avere l’eco infinita, però, è necessario anche che ci siano condizioni climatiche e ambientali favorevoli, come spiegato sul sito della Pro Loco di Graglia.

Un anno fa l’iniziativa dell’amministrazione

Il luogo, grazie all’interessamento dell’amministrazione comunale, circa un anno fa è stato appositamente attrezzato con una piccola balconata e due panchine. Si trova lungo il sentiero che conduce al colle San Carlo, dietro al Grand Hotel. Sarà per la curiosità, oppure per vivere un gioco divertente, sono tanti i bambini che durante le gite a Graglia rincorrono il mito di quel ciaoaoaoao ripetuto più volte possibile.

Un posto speciale

Eco unica

 

Per alcuni anziani del paese, invece, quel posto è motivo di belli e indimenticabili ricordi: «Avevo 12 anni – spiega Romano Peretto -, ricordo che per dispetto avevo rotto una molletta per capelli di mia mamma, solamente perché non voleva comperarmi il gelato. Ho ancora in mente quella mia corsa fino alla collinetta e con il fiato molto corto urlai: “mamma scusa”. L’effetto ci fu, allora lei ridendo mi perdonò.

«Che bei tempi – conclude l’uomo -, ci si divertiva per così poco».

Quel primo “ti amo”

Alle sue parole fanno eco – appunto – quelle di Ida Del Prato: «Io, grazie alla montagnola, ricevetti la proposta d’amore. Si chiamava Alessio, il mio primo fidanzatino. Dico si chiamava perché da qualche anno purtroppo non c’è più. Io avevo 16 anni. Correva l’anno 1956. Lui un pomeriggio d’estate mi disse: “Vuoi vedere che se ora salgo in cima a quella collinetta e ti chiedo di amarmi, altre voci diranno la stessa cosa? Io non capivo. Lui urlò con tutta la sua forza “Ida, amami”, ed ecco che l’eco fece il suo lavoro. Restammo insieme due anni, poi si trasferì in America per lavoro».

Dunque l’effetto eco funziona. Allora avanti i prossimi, dichiaratevi senza messaggi telefonici, sms o ancor peggio WhatsApp, la natura sa essere molto più emozionante.

Mauro Pollotti

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