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Cubetti addio? Il Comune ci pensa

Continuano le sofferenze per le vie in porfido della città. Dopo la “bacchettata” che il Comune ha dato a Telecom, e per la quale si è provveduto a sistemare la grossa buca che l’azienda aveva lasciato dopo i recenti lavori svolti in via Italia, ci si domanda ora quale saranno le sorti degli innumerevoli altri dissesti (soprattutto delle pavimentazioni cubettate) che stanno diffondendosi come virus per le strade del capoluogo.

Continuano le sofferenze per le vie in porfido della città. Dopo la “bacchettata” che il Comune ha dato a Telecom, e per la quale si è provveduto a sistemare la grossa buca che l’azienda aveva lasciato dopo i recenti lavori svolti in via Italia, ci si domanda ora quale saranno le sorti degli innumerevoli altri dissesti (soprattutto delle pavimentazioni cubettate) che stanno diffondendosi come virus per le strade del capoluogo.

Continuano le sofferenze per le vie in porfido della città. Dopo la “bacchettata” che il Comune ha dato a Telecom, e per la quale si è provveduto a sistemare la grossa buca che l’azienda aveva lasciato dopo i recenti lavori svolti in via Italia, ci si domanda ora quale saranno le sorti degli innumerevoli altri dissesti (soprattutto delle pavimentazioni cubettate) che stanno diffondendosi come virus per le strade del capoluogo.

Situazione particolarmente critica quella di Chiavazza, anche perché si trascina ormai da diverso tempo. In proposito, l’assessore Valeria Varnero assicura: “Per via Rosazza abbiamo già programmato tutti gli interventi del caso, che avvieremo nelle prossime settimane.

“Stiamo seriamente valutando l’ipotesi – prosegue l’assessore Varnero – di effettuare un’attività di ricognizione e successivo monitoraggio per tutto il territorio comunale  con l’obiettivo di compiere delle valutazioni precise sul da farsi”.

Un altro problema consiste nel fatto che risistemazioni dei cubettati impongono spesso di intervenire anche sulla zona circostante, al fine di mantenere la coesione complessiva dell’impianto. L’assessore sottolinea pure il delicato momento in cui le risorse investibili per le operazioni di risistemazione sarebbero molto scarse, motivo per il quale si richiedono queste stesse valutazioni preliminari:

“L’attività di monitoraggio dovrà fungere da strumento per comprendere se continuare ad utilizzare questo tipo di pavimentazione o ricorrere a soluzioni alternative, ivi comprese quelle più drastiche come l’asfaltatura”.

In attesa delle predette decisioni, le buche restano, e si spera, solo per questo periodo di ferie.

Marco Comero

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