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Con il FAI oggi e domani si visitano edifici mai aperti al pubblico

Ecco di quali si tratta.

La Delegazione FAI di Biella, con il supporto del Gruppo FAI Giovani di Biella, propone, per le Giornate di Primavera 2019, oggi e domani  l’apertura di un Circolo privato, di una villa, di un palazzo e di una casa, mai aperti prima al grande pubblico, in quattro diversi comuni del Biellese.
Continua la proficua collaborazione con Ars Teatrando, che proporrà nel pomeriggio del sabato e della domenica, a Rosazza, alcune scene teatrali.

ROSAZZA
Sulle tracce del Senatore Federico Rosazza Pistolet
Villa Vercellone (fu Vitalino Rosazza)
Al pomeriggio scene teatrali, regia Ars Teatrando
Ai visitatori verrà consegnata una mappa che permette di scoprire i segni tangibili dei numerosi interventi urbani e architettonici voluti dal Senatore Federico Rosazza (1813-1899) per il paese di Rosazza, la maggioranza dei quali su progetto di Giuseppe Maffei (1821-1901), artista e architetto autodidatta che trova nel Senatore un mecenate di cui condivide l’interesse per l’occultismo e per tutte le manifestazioni delle epoche passate, dall’architettura alla storia dell’uomo. A partire dalla fine degli anni Sessanta dell’Ottocento e fino alla sua morte, Rosazza destinò infatti parte delle rendite del suo ingente patrimonio alla costruzione di opere che le pubbliche istituzioni non sarebbero state in grado di affrontare. Alcuni oprogetti contribuirono a realizzare nuovi e più funzionali collegamenti tra l’Alta Valle e le valli limitrofe, altri modificarono l’aspetto di Rosazza, impreziosendolo di opere architettoniche e di manufatti di grande qualità formale (nuovo cimitero, ponte monumentale, chiesa, palazzo comunale porticato, fontane); altri ancora, come gli acquedotti e le migliorie alla rete idrica, colmarono gravi carenze igieniche.

Visita aperta a tutti, senza necessità di prenotazione. Orari 10-18 (ultima visita ore 17.30)
ROSAZZA
Circolo del tennis di Rosazza
Al pomeriggio scene teatrali, regia Ars Teatrando
Nel contratto di costituzione del Circolo di Rosazza, stipulato dalle maggiori famiglie del paese il 24 settembre del 1922, è chiaramente indicato che loro volontà è “dotare Rosazza di un centro di riunione avente per scopo di procurare ai Soci ed alle loro famiglie un luogo di riposo e di divertimento, offrendo nel tempo stesso ai forestieri nuove attrattive di richiamo e di soggiorno in questo luogo, che è celebrato fra tutti nel Biellese per le importanti opere del Senatore Federico Rosazza”. Edificato a partire dal 1923 su progetto dell’artista Giuseppe Bozzalla e inaugurato l’anno successivo con una grande serata danzante, il Circolo unisce all’eleganza del corpo centrale ottagonale, la semplicità tipica delle costruzioni vallive. È stato il primo campo da tennis in terra battuta del Biellese e ancora oggi porta con sé il fascino del club privato di derivazione inglese e l’originalità del Circolo del tennis in area alpina.
Teatrando permetterà al visitatore di entrare in questo clima di eleganza e di esclusività, mettendo in scena anche gli elementi di contrasto rispetto alla Rosazza contemporanea e alla società che evolve.
Visita aperta a tutti, senza necessità di prenotazione. Orari 10-18 (ultima visita ore 17.30)

GRAGLIA
L’eremo degli architetti che dialogavano con Alvar Aalto
Casa di Nicola e Leonardo Mosso
La casa laboratorio di Nicola (1899-1986) e del figlio Leonardo (1926) può apparire, oggi, ad un primo e superficiale sguardo, una semplice casa di due piani a loggiato aperto, frequente nei paesi del Biellese. Nulla lascia presagire quanto essa contiene e il suo valore, frutto di un continuo e persistente lavoro sulla struttura preesistente. In essa possiamo individuare e comprendere il cuore più intimo del lavoro dell’architetto, la sua metodologia nella messa in opera. È come entrare nella fucina di un artigiano, ma contemporaneamente penetrare nella mente creativa di due persone che tanto hanno dato nel campo architettonico. Si tratta di un lento disvelarsi di stanza in stanza, di arredo in arredo. Quanto in questa casa è dato vedere sono prove, revisioni e affinamenti di ciò che Nicola, prima, e Leonardo, poi, hanno progettato e in alcuni casi realizzato. Possiamo vedere soluzioni architettoniche che entrambi hanno poi adottato nelle loro opere, studi di antiche costruzioni, disegni e bozzetti di costruzioni che loro avrebbero poi, una volta definiti tutti i particolari, presentato ai propri clienti. O ancora possiamo constatare come la casa, il cui involucro resta appunto quello di una delle tante case del paese di Graglia, in realtà custodisca al suo interno continui lavori di sperimentazione, dalla stufa, alla scale, dai corpi illuminati, ai colori alle pareti, che la rendono una casa senza tempo, con un piede nella cultura architettonica tradizionale del nostro territorio e l’altro nella Storia dell’architettura.
MOSSO
FRAZIONE SELLA
Palazzo Sella e Opera Pia Sella
Sulla piazzetta della frazione Sella di Mosso si affacciano tre edifici di particolare rilievo storico: la chiesa del borgo, le cui fattezze attuali risalgono alla metà del XVIII secolo; l’attiguo palazzo, già sede di una pioneristica scuola a fine Settecento e oggi sede dell’Opera Pia Collegio e Convitto Sella e dell’Opera Pia Medico Bartolomeo Sella; il Palazzo Sella, dimora della famiglia sin dal primo Seicento.
In questo palazzo nacquero nel 1774 Bartolomeo (scienziato, medico e filantropo), nel 1784 Pietro (considerato l’iniziatore della rivoluzione industriale biellese per aver introdotto le prime “meccaniche” nella sua fabbrica di Valle Mosso), nel 1820 Gaudenzio (fondatore della Banca Sella), nel 1827 Quintino (geologo, economista, statista).

TRIVERO
Le stanze dei creativi Zegna
Nell’anno della candidatura Unesco di Biella nel network delle città creative, Le stanze dei creativi è il titolo dell’allestimento dedicato ai processi – spesso inaspettati – legati al mondo della cravatteria. Cuore della due giorni a Casa Zegna, un allestimento di 4 tavoli corrispondenti alle diverse fasi di lavorazione (il disegno e la coloritura, i quadri a stampa e le “carte prova”, la “variantatura” sulle tirelle di stoffa, il prodotto finito e l’ispirazione).
Il tutto animato domenica dalle dimostrazioni dal vivo delle artiste stesse che ogni giorno immaginano e disegnano l’unico accessorio «frivolo» maschile. Per il pubblico, un’occasione unica per conoscere una realtà creativa d’eccellenza, le cui origini risalgono agli anni Settanta con la nascita della Orsini di Cameri, che dà inizio alla storia della cravatteria del Gruppo dove, oggi come ieri, l’innovazione affonda le radici nell’artigianalità e nella tradizione rappresentata dalle memorie dell’Archivio.

Saranno circa 70 gli studenti delle scuole superiori biellesi, coinvolti, come di consueto, in qualità di Apprendisti Ciceroni.
Il FAI di Biella ringrazia i privati e le istituzioni che hanno messo a disposizione il loro tempo e i loro spazi per partecipare a questo importante evento nazionale di valorizzazione territoriale.
Gli ingressi sono con contributo interamente devoluto alle attività istituzionali del FAI.

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