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Che bomber che sei

Lo pseudoanglicismo deriva dall’ambito calcistico: il ‘bomber’ è l’attaccante, colui che segna molti goal. Il termine è stato estrapolato dal campo sportivo; ora si riferisce a una persona ritenuta carismatica all’interno di un gruppo, quello che coinvolge gli altri e sa trascinare, il figo.

Lo pseudoanglicismo deriva dall’ambito calcistico: il ‘bomber’ è l’attaccante, colui che segna molti goal. Il termine è stato estrapolato dal campo sportivo; ora si riferisce a una persona ritenuta carismatica all’interno di un gruppo, quello che coinvolge gli altri e sa trascinare, il figo.

Nuovo appuntamento con “Si Sbiella”, la rubrica sul linguaggio dei giovani biellesi curata da Cecilia Sacco.

 

Lo pseudoanglicismo deriva dall’ambito calcistico: il ‘bomber’ è l’attaccante, colui che segna molti goal. Il termine è stato estrapolato dal campo sportivo; ora si riferisce a una persona ritenuta carismatica all’interno di un gruppo, quello che coinvolge gli altri e sa trascinare, il figo.

 

Naturalmente questo termine ha conosciuto la popolarità grazie ai social network: su Facebook esistono pagine come ‘Chiamarsi “bomber” tra amici senza apparenti meriti sportivi’ o ‘Chiamarsi Bomber’, in cui compaiono vignette e immagini ironiche riguardo ai diversi esempi di ‘bomber’. Inoltre a rendere il termine ancora più popolare ci ha pensato il gruppo musicale Il Pagante, che ha pubblicato una canzone a giugno di quest’anno, intitolata proprio ‘Bomber’, in occasione degli Europei di Calcio 2016. Ma il termine è una vera e propria rivelazione nel mondo dei giovani. Da un paio d’anni è spopolato sui social network un nuovo tormentone: “Che fatica la vita da bomber”.

 

Questo slogan ha origini esclusivamente biellesi. Ad inventarlo infatti, sono stati due trentenni della provincia, Emanuele Stivala e Fabio Tocco, appassionati al mondo del pallone e che, per scherzo, verso la fine del 2013, hanno inventato la frase che ormai tutti conoscono “Che fatica la vita da bomber”. I due giovani, decisero di creare delle magliette per i loro amici e iniziarono poi a venderle online. Quella delle t-shirt era una gran bella idea ma serviva di più: finalmente la maglietta arrivò nel mondo del grande calcio; i primi a indossarla furono il calciatore Ighli Vannucchi e Pierluigi Pardo, giornalista e commentatore sportivo. Ora sui social si può notare come le magliette, e anche le cover dei telefoni, di CFVB, siano arrivate a calciatori famosi come Bonucci, Vieri, Materazzi, Cannavaro, Lippi, Trapattoni, Giovinco, Pepe, Quagliarella e tanti altri ancora. Lo slogan “Che fatica la vita da bomber” viene usato anche come hashtag sui social ed è utilizzato anche per dare il nome ad alcune feste in discoteca, la prima nel 2015, al Papete. Ora esistono 116 negozi in tutta Italia che rivendono le t-shirt dallo slogan efficace e di tendenza. Emanuele e Fabio, increduli, continuano a credere nel loro sogno e hanno un negozio di vestiti, Thetwoshop, a Biella.

 

Cecilia Sacco

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