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Cerco la donna che mi ha aiutata

L'appello della signora Mina

cade e batte

Cerco la donna che mi ha aiutata.

L’appello della signora Mina

«E’ stata sempre insieme a me, mi ha assistita e tranquillizzata. Non mi ha mai abbandonata, fino all’arrivo dell’ambulanza. E adesso vorrei ritrovarla per poterla ringraziare di persona».
È l’appello di un’arzilla pensionata di Biella, tornata a casa dopo alcuni giorni di ricovero all’ospedale “Degli Infermi” a causa di una brutta caduta al supermercato. Ha una spalla fratturata e praticamente non può ancora muoversi, ma il suo pensiero è rivolto alla donna sconosciuta che si è presa cura di lei nei lunghi minuti seguiti all’infortunio.

Cos’è successo

«E’ successo sabato mattina al Famila di via Rosselli a Biella – racconta la signora Mila -. Stavo facendo la spesa insieme a mio marito, quando all’improvviso sono inciampata e ho perso l’equilibrio. Dopo essere caduta, ero bloccata a terra, dolorante. Non riuscivo più a muovermi».
Immediatamente è stato chiesto l’intervento del 118, ma nel frattempo una donna ha letteralmente vegliato sull’ottantenne infortunata. È sempre rimasta insieme a lei, cercando contemporaneamente di rassicurare il marito, anch’egli estremamente spaventato. Una volta arrivata la Croce Rossa, la signora Mila è stata affidata al personale sanitario e accompagnata al pronto soccorso. Da quel momento non ha mai più visto questa donna. Ora vorrebbe poterla ringraziare di persona, per questa ragione spera che legga l’articolo, ci si riconosca e ci contatti (può rivolgersi alla redazione telefonando allo 015-32.383 o scrivendo un messaggio su WhatsApp al 335-64.01.203).

Una persona speciale

«Volevo mettere in evidenza la bontà di questa persona e far capire a chi legge, soprattutto ai più giovani, che bisogna saper soccorrere e aiutare gli altri quando si trovano in difficoltà – ha spiegato ancora -. Non significa essere buonisti, ma rispettare i principi e i valori che dovrebbero essere alla base dei rapporti umani».
«Ero ricoverata in Ortopedia – ha concluso -, altrimenti avrei tentato di rintracciarla prima. È stata premurosa, mi ha consolata con parole e gesti affettuosi. Era un’estranea, eppure in quel momento si è comportata con me come avrebbe fatto una figlia. In mezzo a tante cose brutte che succedono, è bello ogni tanto sottolineare le piccole perle quotidiane di umanità».

 

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