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Bimba frettolosamente dimessa dall’ospedale: «Caso inesistente»

Il dottor Paolo Manzoni replica alle contestazioni di una madre che lamentava un trattamento non all’altezza

Bimba frettolosamente dimessa dall’ospedale: «Caso inesistente».
Il dottor Paolo Manzoni replica alle contestazioni di una madre che lamentava un trattamento non all’altezza.
«Siamo aperti e pronti al confronto ma non quando si tratta di fatti inesistenti, immotivati con seguito di polemiche assolutamente pretestuose». Così il dottor Paolo Manzoni, da giugno, direttore della struttura complessa di Pediatria dell’ASL di Biella, risponde alla madre che in un articolo – pubblicato sul nostro giornale il 17 ottobre scorso – lamentava la scarsa attenzione riservata dai medici del reparto alla propria bambina, portata in ospedale con febbre e placche in gola.

«La bambina di sette anni – afferma Paolo Manzoni ricostruendo l’episodio – è arrivata in pronto soccorso nella serata di domenica alle ore 20.30 ed è stata dimessa un’ora più tardi, esattamente alle 21.31. I protocolli sanitari del caso sono stati eseguiti tutti correttamente; dopo aver valutato le condizioni della piccola sono state fornite le indicazioni che si danno in questi casi con la prospettiva di un’eventuale rivalutazione successiva. L’operato del personale è stato inappuntabile. La richiesta formulata dalla madre di ulteriori visite e accertamenti non era assolutamente giustificata da un punto di vista medico. La sanità fornisce prestazioni quando queste sono realmente necessarie non su chiamata, se fosse il contrario sarebbe la fine».

Proveniente dalla struttura di Neonatologia e Terapia intensiva neonatale dell’ospedale Sant’Anna di Torino, il dottor Manzoni ha un curriculum professionale di tutto rispetto segnato da, tra l’altro, 10.500 neonati e lattanti visitati, gestiti, trattati, di cui circa 1.700 con patologie particolari e oltre 1.650 interventi di rianimazione in sala parto o operatoria. Oggi la difesa del “suo” reparto è totale: «Come risulta dai questionari di customer satisfaction compilati al momento delle dimissioni dal reparto, oltre il 94 per cento dei ricoverati ha espresso un giudizio estremamente positivo sul periodo di degenza». Una ulteriore dimostrazione dell’alta professionalità raggiunta in reparto che, peraltro, a seguito di un accordo che l’ASL BI ha sottoscritto con l’Università di Torino, sarà clinicizzato e diventerà “universitario”, con la prospettiva di divenire sede di formazione e tirocini per i medici in formazione. Inoltre a breve i servizi del reparto verranno potenziati tramite l’assunzione di tre pediatri a tempo indeterminato; in questo modo il numero del personale in servizio passerà da 9 a 12. «Com’è noto – continua il dott. Manzoni – la mancanza di pediatri è ormai diventata un’emergenza nazionale. Giusto per fare un esempio un recente concorso pubblico indetto dall’ospedale di Ivrea è andato quasi deserto. A Biella ci sono diversi colleghi che hanno assicurato la loro partecipazione. Ritengo che anche tale aspetto sia segno di una competenza riconosciuta alla nostra struttura ».

«Sappiamo tutti che fa più rumore un albero che cade rispetto a una foresta che cresce – conclude il responsabile – ma il caso portato all’attenzione della stampa è un non-caso. Leggendo poi i duri commenti sui social sono rimasto particolarmente amareggiato, tanto che in un futuro se si verificheranno casi analoghi chiederò a chi di dovere di procedere nelle sedi preposte per la tutela dell’immagine del reparto; una struttura che – ci tengo a ribadirlo – ha al suo interno personale qualificato e altamente professionale»

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