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I biellesi furono emigranti capaci, non invasori africani

Lettera firmata

Buongiorno sono indignato. anche voi a dire “anche noi siamo stati emigranti” come si fa a essere cosi’ impostori. Noi siamo stati
emigranti, ma ci siamo pagati il biglietto di viaggio, non siamo stati invasori. E appena sbarcati abbiamo lavorato. A Campiglia Cervo c’era una scuola di tecnici edili che andarono in giro per il mondo a costruire ferrovie. case dighe. cattedrali.

VERGOGNATEVI VOI, IL PAPA, I SINISTRI E TUTTI QUELLI CHE CI VOGLIONO FARE INVADERE DA UN MILIARDO E MEZZO DI AFRICANI CAPACI A FARE NULLA.

Gaetano Alberti

11 Commenti

  • Claudio Vergnasco ha detto:

    Confermo su cosa scrive il Sig. Gaetano Alberti,
    chiederei a chi pensa l’opposto di studiarsi bene la storia.
    Noi eravamo emigranti in paesi che ci potevano accogliere, e che mai ci hanno “mantenuto” in alberghi, hotels e strutture adibite.
    Siamo stati emigranti negli usa, nell’ america latina.
    Ricordo che la nostra ultima grande migrazione è avvenuta nel 1948-1952 verso il Belgio dove si ci pagavano già dal primo giorno, ma eravamo costretti ad andare in miniera e non a girovagare senza meta. Chi pensa l’opposta mi spieghi come pensa di poter trovare un lavoro dignitoso e onesto a queste persone in un paese come il nostro che ha una disoccupazione ancora alta (11%) saluti Claudio Vergnasco

  • Paola ha detto:

    I tempi cambiano e anche i termini usati , cambiano significato , nei tempi anche noi fummo emigranti , ma allora questo termine aveva un colore diverso , se adesso si dovesse semplicebete usare una maglietta per mostrare il proprio pensiero quella maglietta sarebbe dotata di braccia con sfondo arcobaleno , ora si dovrebbe aggiungere tre semplici lettere a quelle braccia ong ….. è un grande punto escemativo
    La vergogna dell’Europa

  • ermanno ha detto:

    Gaetano Alberti la penso come te.
    IO SONO UN EMIGRANTE
    La stampa nazionale media tv ed anche quella locale come la provincia di biella sono in mano a sinistrati quindi non c’e nulla da stupirsi.Sappiamo da che parte stanno

  • Tiziana Allione ha detto:

    Non commento il contenuto della lettera …. Ma chiedo alla redazione del giornale se è proprio obbligatorio pubblicare tutto ciò che vi arriva

    • ermanno ha detto:

      teresa allione spiegateci il motivo per il quale non si deve pubblicare l ‘opinione di un lettore non sinistrato come lei

  • Monica ha detto:

    Sono biellese sono emigrata in sud america 5 anni fa ma nessuno mi ha regalato niente e non sono stata ospitata in hotel, quello che ho realizzato l’ho fatto solo grazie alle mie forze, in più ho creato qui posti di lavoro perché in Italia era impossibile..

  • marinodefiume ha detto:

    sono d’accordo con l’autore della lettera: noi siamo andati all’estero per lavorare e per mantenere con le rimesse le famiglie che restavano in Italia in quanto non era previsto il ricongiungimento familiare, come ben lo sanno coloro che sono andati in Belgio dover vivevano in baracche altro che hotel a 3/4 stelle come succede ai clandestini che arrivano in Italia. I veri immigrati italiani che scappavano dalle macerie della guerra e scappavano dal regime comunista di Tito venivano accolti nel proprio paese tra insulti e sputi e tra folle di comunisti che, se avessero potuto, avrebbero perpetrato gli orrori delle foibe jugoslave. Oppure quelli che scappavano dalla Libia e accolti come delinquenti. Ma i nostri politici e i nostri media non si ricordano più di questi misfatti o forse vogliono lavarsi la coscienza del modo in cui nel passato siamo stati riaccolti dalla madrepatria e rifarsi una verginità con l’accoglienza dei clandestini. Sarebbe ora di finirla con questa invasione e accoglienza che ci sta costando miliardi, tutti a carico del cittadino e da cui non avremo nulla in cambio se non odio, criminalità e forse qualche bel attentato

  • pier luigi ha detto:

    Perfetto, i nostri emigranti che si sbarbavano l’attraversata dell’Atlantico in condizioni pessime,spesso e volentieri venivano giudicati inidonei e rispediti a casa. Il grande Boeri e tutti coloro che considerano i profughi una risorsa comincino a presentare un progetto per farli lavorare, ma in Italia vediamo persone di ogni razza che bighellona tutto il giorno senza fare niente per rendersi utile,salvo poi sfruttare gli aiuti di volontari e istituzioni. Il riferimento vale anche per italiani della porta accanto.

  • natalino campesato ha detto:

    Dopo quello che avete scritto andate a Messa?

  • biella mi manchi ha detto:

    condivido in pieno la lettera.e alle persone che criticano dico che questo non e razzismo ma solo il voler vivere in un paese normale.provate a vivere non dico un mese sarebbe troppo ma tre giorni a porta palazzo a torino e vedrete come cambieranno I commenti bigotti.facile parlare da qualche paesino biellese

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