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Basta con tutta questa negatività, io sono orgoglioso di essere biellese

Scrive il giovane imprenditore Ludovico Maggia

Ho letto con amarezza un altro articolo, l’ennesimo, che punta l’attenzione sulla negativita’, su un passato che non esiste più, invece di evidenziare un presente ricco di giovani appassionati e storie di imprenditori coraggiosi. Mi riferisco  all’articolo in cui si descrive con ricchezza di dettagli l’attuale situazione dell’ex Fila di via Cesare Battisti.  È certamente motivo di tristezza e malinconia constatare come quello che era un gioiello del nostro tessile sia oggi ridotto a un cumulo di disordinate macerie.
Ma è altrettanto vero che la nostra città non ha alcun bisogno di continuare a lamentarsi di un passato che non c’è più. Perché, per fortuna, esiste un presente; ed è solido e in crescita. La tipica tendenza biellese (e italiana) al negativismo deve essere superata una volta per tutte. Tuttavia articoli come questo certamente non aiutano e non giovano in tal senso, né tantomeno al bene della città.
Io ho 28 anni, sono orgogliosamente biellese e ho l’onore e la fortuna di lavorare in un’azienda con oltre 230 anni di storia tessile alle spalle: il Maglificio Maggia di Occhieppo Superiore. Insieme a Fila siamo stati tra i primi a intraprendere la strada della sponsorizzazione sportiva nel tennis, vestendo campioni del calibro di John Newcombe e Vitas Gerulaitis. Come Fila e altre centinaia di aziende biellesi abbiamo attraversato periodi difficili, arrivando ad avere 15 dipendenti nei primi anni 2000 contro gli oltre 250 degli anni ‘80.
Eppure siamo rimasti in piedi, come tanti altri, continuando a far sventolare la bandiera di Biella nel mondo.
Articoli che presentano solo il lato oscuro di Biella mandano un messaggio spaventoso a quei giovani che la città sta cercando di far rimanere sotto il Mucrone. E sta cercando di farlo non solo grazie alle sue aziende, che crescono e assumono, ma anche grazie alle numerose realtà virtuose che agiscono nel territorio, col desiderio di rilanciarlo e di dargli nuova linfa. Mi riferisco, ad esempio, al Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale Biellese (di cui faccio parte), ad associazioni come Bi Young, a Città Studi, all’ITS, alla Fondazione Cassa di Risparmio e con loro tante altre realtà che ogni giorno e con iniziative sempre nuove aiutano la città a ripartire.
Sarebbe bello che la stampa locale mettesse in evidenza anche le “belle notizie” e che si parlasse anche del fatto che Biella stia ripartendo e formando una nuova generazione di giovani che amano il territorio e che vogliono il suo completo rilancio.  Perché non è vero che è “tutto finito per sempre”, non è vero che è “tutto grigio”, non è vero che “la nave si è inabissata”. E, come ieri, anche oggi si può andare in giro per il mondo a dire di essere biellesi. Orgogliosamente biellesi.
Ludovico Maggia

3 Commenti

  • Valentina buligatto ha detto:

    Bravo Ludovico io che sono cresciuta al magnifico ho avuto dolore quando la crisi ha colpito tante aziende e tolto lavoro a famiglie ma è bello vedere che orgogliosamente proseguì il lavoro del nonno portando Biella sul palmo di mano.grazie a te e al tuo papà che non ha mai mollato. Valentina

  • Monica Girardo ha detto:

    Complimenti Ludovico, questi sono i giovani che faranno di nuovo rifiorire la fiducia nelle possibilità anche dove tanti pensano non ci sia più futuro. Bravo

  • Massimiliano ha detto:

    È anche vero che è facile non lamentarsi con un’azienda alle spalle già avviata alle spalle.

    Probabilmente anch’io, se il mio cognome fosse Piacenza, Cerruti, Zegna o Sella… non mi lamenterei di Biella

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