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Asili nido, i genitori non ci stanno

Confronto molto acceso quello che si è svolto lunedì pomeriggio all’Asilo Nido di Chiavazza tra la giunta comunale e i genitori del quartiere. Incontro che probabilmente si è reso necessario a fronte della raccolta firme partita già da alcuni giorni e che ha visto una notevole adesione in calce a un documento a favore del mantenimento della struttura di Regione Croce a personale comunale.

Confronto molto acceso quello che si è svolto lunedì pomeriggio all’Asilo Nido di Chiavazza tra la giunta comunale e i genitori del quartiere. Incontro che probabilmente si è reso necessario a fronte della raccolta firme partita già da alcuni giorni e che ha visto una notevole adesione in calce a un documento a favore del mantenimento della struttura di Regione Croce a personale comunale.

Confronto molto acceso quello che si è svolto lunedì pomeriggio all’Asilo Nido di Chiavazza tra la giunta comunale e i genitori del quartiere. Incontro che probabilmente si è reso necessario a fronte della raccolta firme partita già da alcuni giorni e che ha visto una notevole adesione in calce a un documento a favore del mantenimento della struttura di Regione Croce a personale comunale.

Alla presenza di oltre 50 famiglie, gli assessori Teresa Barresi e Fulvia Zago sono apparse in notevole difficoltà nell’illustrare il progetto di esternalizzazione di due dei quattro nidi comunali. Zago ha esordito chiarendo che nessuna decisione è stata ancora formalmente presa, anche se –  ci ha tenuto a chiarire – «la carenza di personale e i vincoli di bilancio ci fanno propendere per questa scelta». I genitori hanno subito chiesto delucidazioni in merito a dove finiranno i loro figli a settembre e, su questo, le risposte sono apparse tutt’altro che convincenti. Barresi ha prima detto che, se si scegliesse la strada dell’esternalizzazione dei due nidi, si potrebbe andare a regime a settembre; poi, quando le è stato fatto notare che non ci sono i tempi tecnici (approvazione della delibera da parte del consiglio, bando e affidamento della concessione), ha abbozzato una soluzione ponte parlando di un parziale e temporaneo mantenimento delle due strutture almeno per l’accoglienza dei bambini più piccoli.

A questo punto gli animi si sono surriscaldati notevolmente e, tra “noi ormai non ci fidiamo più di nessuno” (dei politici ndr), è stato colto il vero cuore della questione da parte di una mamma che – pensando a sua figlia e alla difficoltà che ha avuto nell’inserimento al nido – ha esclamato: “noi vi parliamo con il cuore: ci fidiamo e vogliamo continuare ad avere le nostre educatrici”, ricevendo uno scrosciante applauso da tutti i genitori presenti. A poco è servito, da parte dell’assessore Zago, citare il  numero di pensionamenti e le evidenti difficoltà di gestione che questo potrebbe comportare stanti i vincoli sulle assunzioni negli enti locali. Sono state alcune mamme, infatti, ad indicare soluzioni meno traumatiche come la possibilità di affidare, sul modello di Cossato e Novara, solo alcune fasce orarie (quelle pomeridiane) a personale non comunale. A fronte di questa ipotesi Zago e Barresi hanno aperto al confronto e ricordato che, tra pochi giorni, si svolgerà un incontro con i sindacati (contrari all’esternalizzazione).

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