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Alle Poste paga con monete da 2 euro, ma c’è un limite di 50 pezzi

Ecco cosa è accaduto ad un residente a Vigliano Biellese.

Alle Poste paga con monete da 2 euro, ma c’è un limite di 50 pezzi

Molti non lo sanno ma per quanto possa sembrare strano non è possibile effettuare pagamenti, o versamenti, utilizzando più di 50 monete. Superato questo limite, stabilito da una direttiva comunitaria, il pagamento può essere rifiutato. E’ quanto stava per accadere nei giorni scorsi a un residente di Vigliano.
E’ prassi comune per molte famiglie mettere da parte le monete ottenute in resto per formare un piccolo “gruzzolo” con il quale far fronte al pagamento di bollette o quant’altro. Una piccola forma di risparmio da utilizzare alla bisogna. Rispetto ad altri il sistema utilizzato da un residente di Vigliano, Giuseppe Murdaca, è più scientifico. Da quando ha deciso di smettere di fumare quotidianamente accantona parte del costo del pacchetto, ovvero una moneta due euro. Una prassi che ormai è diventata abitudine.

I fatti

«Come faccio ormai da anni – racconta – nei giorni scorsi mi sono recato presso l’ufficio Postale di Vigliano per fare il mio solito versamento mensile di monete da due euro. In questo caso si trattava di poco più di 70 euro». Rispetto però a quanto accaduto in passato questa volta c’è stata la sorpresa. «Dopo aver fatto l’operazione – continua la testimonianza – lo sportellista mi ha detto che se voleva l’azienda Poste poteva “rifiutarsi” di accettare tale versamento. Stiamo parlando di versamenti che nel mio caso non hanno mai superato i 100 euro. Devo ridere, piangere o…… cambiare ufficio postale o banca ???».
Rientrato a casa l’uomo ha iniziato a fare una ricerca su internet e ha scoperto che in effetti esiste un limite. Si tratta di un regolamento della Comunità europea del 1998 nel quale si afferma che, a eccezione dell’autorità emittente, nessuno è obbligato ad accettare più di 50 monete metalliche in un singolo pagamento, a prescindere dal taglio. Per quanto riguarda l’Italia le monete sono coniate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze in qualità proprio di di ente emittente. Dunque Poste escluse.

Simili episodi già in passato

A conferma di questo, negli anni passati aveva suscitato un certo scalpore la singolare forma di protesta di un cittadino che aveva saldato un debito in banca portandosi dietro una carriola di monete, nel vero senso della parola. Una mossa diventata famosa in tutta Italia che però gli si era ritorta contro in quanto la banca aveva rifiutato il versamento. Non solo. Nella successiva causa civile l’ideatore della singolare iniziativa era stato persino condannato. Così oltre al danno anche la beffa. «Prendo atto dell’esistenza di questa disposizione legislativa – afferma Giuseppe Murdaca – che fino a ieri mi era totalmente sconosciuta come penso alla stragrande maggioranza degli italiani. Ma se da una parte esiste un limite di 50 pezzi, a prescindere dal valore di ogni singola moneta, dall’altra l’ufficio interessato, Poste italiane comprese, è obbligato ad accettare versamenti o pagamenti entro il limite. Quindi nel caso in cui sono stato coinvolto l’impiegato dell’ufficio non poteva non accettare il mio versamento».
«Buono a sapersi, – è il commento finale – il prossimo mese starò certamente entro il limite. Vi farò sapere».

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