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Addio alla vecchia funicolare del Piazzo

Si avvicina l'ora della revisione della funicolare che porta al Piazzo. Un'operazione che viene compiuta ogni vent'anni e che comporta una spesa considerevole, circa un milione e 200 mila euro. L'argomento è stato trattato lunedì pomeriggio dalla Commissione Trasporti.

Si avvicina l’ora della revisione della funicolare che porta al Piazzo. Un’operazione che viene compiuta ogni vent’anni e che comporta una spesa considerevole, circa un milione e 200 mila euro. L’argomento è stato trattato lunedì pomeriggio dalla Commissione Trasporti.

Si avvicina l’ora della revisione della funicolare che porta al Piazzo. Un’operazione che viene compiuta ogni vent’anni e che comporta una spesa considerevole, circa un milione e 200 mila euro. L’argomento è stato trattato lunedì pomeriggio dalla Commissione Trasporti. Durante la riunione non sono state escluse importanti modifiche all’impianto. Tra le ipotesi messe in campo anche quella circolata nei giorni scorsi di sostituire la funicolare con degli ascensori inclinati. Un intervento, questo, “bocciato” con convinzione dalla Federazione Italiana Lavoratori Trasporti, preoccupata tra l’altro per la possibile perdita di posti di lavoro.  Una soluzione però che consentirebbe di risparmiare sui costi di gestione, e che quindi non è stata scartata. Anzi. A spiegare i particolari è l’assessore ai Trasporti Stefano La Malfa. “La revisione della funicolare è un’operazione ormai prossima – afferma -. Si tratta di un intervento costoso in quanto richiede la sostituzione di circa il 90% del materiale, compreso il motore e le funi. I soldi per compiere questo intervento potrebbero arrivare dai ribassi del Pisu. Quello che ci preme è spendere bene tutto quel denaro. Le possibilità sono due: procedere con la revisione e lasciare le cose come stanno oppure apportare modifiche che ci consentano in prospettiva di risparmiare denaro. In quest’ottica potremmo seguire l’esempio di altre città come Cuneo e Mondovì che hanno optato per una gestione più economica. Esteticamente non cambierà nulla, anzi si potrebbe addirittura restituire un po’ più di fascino all’impianto ripristinando qualcosa dell’antico sistema ad acqua datato 1885 e modificato negli anni Settanta”.

La Malfa, poi, risponde alle preoccupazioni sollevate da Lorenzo Boffa Sandalina, rappresentante della Filt Cgil di Biella in merito alla  possibilità di perdere tre posti di lavoro. “I dipendenti Atap – spiega – naturalmente verranno reintegrati in altri ambiti. L’ascensore, infatti funziona senza operatore, semplicemente premendo un pulsante, ma sarà necessario personale di vigilanza”. Per quanto riguarda i costi, conti alla mano i risparmi sono evidenti. “Attualmente la gestione della funicolare richiede 200 mila euro annui – prosegue La Malfa -. Gli ascensori consentirebbero di ridurre la spesa a   soli 30 mila euro. Questo permetterebbe di liberare risorse per migliorare il trasporto pubblico”. Ma c’è anche un altro beneficio che potrebbe  far pendere l’ago della bilancia verso questa ipotesi. “Oggi per usare la funicolare si paga un biglietto di 1 euro e 20 centesimi – aggiunge l’assessore ai Trasporti -. Con il nuovo sistema, il servizio diventa gratuito. Un modo per aumentare il flusso di persone che da Biella raggiungono il quartiere alto della città e viceversa, con innumerevoli benefici per  bar, ristoranti, negozi e attività culturali del Piazzo”.

Nulla è ancora stato deciso sul futuro della funicolare. Certo è che l’idea di trarre benefici da questa operazione piace all’amministrazione Cavicchioli. “I tempi sono piuttosto stretti – conclude La Malfa –. Per questo stiamo ragionando seriamente su questa opportunità. Entro il mese di febbraio dobbiamo inoltrare la richiesta mentre i lavori dovrebbero essere avviati nel mese di ottobre”.

e.f.

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